Siamo la storia vivente di una dolce impresa familiare.

La nostra è una famiglia fatta di dolcezza e tradizione. Se da più di 150 anni le nostre squisitezze deliziano noi e la nostra comunità, è perché dentro non ci sono solo gli ingredienti tipici che ogni pasticcere può utilizzare.

Qui ci mettiamo dentro la passione che scorre nel nostro sangue.
La stessa che scorreva nel sangue dei nostri nonni e dei nostri bisnonni. Siamo una famiglia ma siamo anche una squadra, un team che insieme riesce a raggiungere importanti obiettivi ogni volta che li vuole raggiungere.

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La nostra lunga tradizione

intatta nella sua più profonda essenza, riesce a guardare avanti, partorendo innovazione, dedizione e tutela per l’ambiente, cura e attenzione per chi crede in noi e per chi ci deve ancora scoprire.

Sappiamo bene che nessuno potrebbe mai credere in noi e nei nostri prodotti se non fossimo noi tutti i primi a crederci. Con naturalezza abbiamo scelto di continuare su questa strada, seminando notte e giorno per raccogliere i meravigliosi frutti che tutta la nostra comunità raccoglie con noi.

Guardando indietro quanto basta e quando serve ma poi dritti verso un futuro che abitiamo già.

La continua ricerca di nuove ricette, la certezza di offrire al palato dolci emozioni e uniche sensazioni, la voglia di mantenere intatte alcune colonne portanti della pasticceria siciliana e iblea, la scelta minuziosa delle materie prime, la predilezione per i prodotti locali, non ci vietano di fare il giro del mondo e tornare sempre qui, dove siamo nati e vogliamo continuare a vivere, nella e con la gioia per ciò che facciamo, nella sofisticata e ricercata offerta di bontà e dolcezza, senza soluzione di continuità.

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Siamo e facciamo la più dolce storia nella storia del nostro paese

Siamo il respiro internazionale di un concentrato di sicilianità. Siamo una dolce famiglia, la vita dolce di un’impresa storica.

Il team Corsino

Parlano di noi

Dire che “Corsino” è un’istituzione, un marcatore comunitario, può sembrare retorico, ma a ben vedere ha una sua forte motivazione nella memoria collettiva. Se, come dicono i documenti, questa “dolce impresa” ha 150 anni di vita, allora bisogna pensare ad essa come un luogo “mitico”, vero snodo di reale e immaginario, quintessenza della vita di una comunità. Se poi quest’istituzione coincide con un gruppo (o se volete clan) familiare che lo detiene ininterrottamente per più di un secolo, allora viene naturale dire: è un’impresa storica! e questo non solo dal punto di vista eminentemente commerciale, ma soprattutto dalla visuale della continuità affettiva che ha legato le generazioni, come in un racconto “marquesiano”, fatto di “autunni” e primavere, di “patriarchi” o di semplici umanissimi artigiani, lavoranti, banconisti, “camerieri”, che assicurano la floridezza di un’azienda, smentendo gli stupidi luoghi comuni su una Sicilia, improduttiva, priva di capacità imprenditoriale. No signori miei, la Sicilia è ben altro.

Ma cosa sarebbe la bella impresa dei Corsino, dei Gallitto, dei Monaco, senza un territorio che li supporta, che è alla base di una produzione di qualità; senza il peso, insieme oneroso e piacevole, di una tradizione millenaria, che accomuna la dolcezza ammaliante degli Arabi, alla temperanza dei Catalani, al barocchismo degli Spagnoli, al rigore cartesiano dei Francesi? Da ciascuno, come ape da ogni singolo fiore, noi Siciliani abbiamo “transunto” e assunto, assimilando e dissimulando, abbiamo ricevuto e dato a nostra volta, in una caleidoscopica misticanza, di cui il mondo della dolceria si fa superbo testimone.

Dire che “Corsino” è un’istituzione, un marcatore comunitario, può sembrare retorico, ma a ben vedere ha una sua forte motivazione nella memoria collettiva. Se, come dicono i documenti, questa “dolce impresa” ha 150 anni di vita, allora bisogna pensare ad essa come un luogo “mitico”, vero snodo di reale e immaginario, quintessenza della vita di una comunità. Se poi quest’istituzione coincide con un gruppo (o se volete clan) familiare che lo detiene ininterrottamente per più di un secolo, allora viene naturale dire: è un’impresa storica! e questo non solo dal punto di vista eminentemente commerciale, ma soprattutto dalla visuale della continuità affettiva che ha legato le generazioni, come in un racconto “marquesiano”, fatto di “autunni” e primavere, di “patriarchi” o di semplici umanissimi artigiani, lavoranti, banconisti, “camerieri”, che assicurano la floridezza di un’azienda,

smentendo gli stupidi luoghi comuni su una Sicilia, improduttiva, priva di capacità imprenditoriale. No signori miei, la Sicilia è ben altro.
Ma cosa sarebbe la bella impresa dei Corsino, dei Gallitto, dei Monaco, senza un territorio che li supporta, che è alla base di una produzione di qualità; senza il peso, insieme oneroso e piacevole, di una tradizione millenaria, che accomuna la dolcezza ammaliante degli Arabi, alla temperanza dei Catalani, al barocchismo degli Spagnoli, al rigore cartesiano dei Francesi? Da ciascuno, come ape da ogni singolo fiore, noi Siciliani abbiamo “transunto” e assunto, assimilando e dissimulando, abbiamo ricevuto e dato a nostra volta, in una caleidoscopica misticanza, di cui il mondo della dolceria si fa superbo testimone.

E noi, amanti del dolce, consolatorio e corroborante, torniamo sempre come api al nettare, giornalmente o settimanalmente, al “Caffè Corsino”, come un infante fa con il latte materno, per ricevere conforto e nutrizione, per poter continuare a dire, parafrasando Roberto Benigni: la vita è dolce.

Luigi Lombardo